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le
micropolveri, il cnr e la centrale "dalmine"
di Marcello Saponaro, Presidente del
Consiglio Comunale di Dalmine
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Una cosa è chiara a tutti quando si parla di Dalmine. La città, il
circondario, i paesi limitrofi, hanno già dato allo sviluppo industriale
della nostra regione. Dalmine deve essere risanata, i soldi devono essere spesi per migliorare la qualità della vita. E di soldi
ce ne sono molti, perché nonostante la crisi economica siamo nel centro di
uno dei territori più ricchi e sviluppati d'Europa.
I fautori della Centrale "Dalmine" a Gas sostengono che
disinquineranno molto più di quanto la centrale andrà ad aggiungere.
Calcoli azzardati che già alcuni fautori dell'inceneritore provarono
a fare. Dissero che i filtri erano così potenti che l'aria sarebbe uscita
migliore di come entrava. Ridicolaggini che solo un'amministrazione molto
accondiscendente poté accogliere.
Ora invece la Tenaris Dalmine vorrebbe far passare alcune migliorie che la
legislazione europea imporrà nei prossimi anni come l'atto aziendale di
compensazione all'inquinamento che causerebbe la centrale.
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Il Sindaco Bruschi, le amministrazioni vicine, il
Consiglio Comunale di Dalmine e persino la Provincia di Bergamo hanno
rifiutato questa logica. Se la Tenaris è davvero convinta di essere in
grado di ottenere un bilancio di inquinamento negativo lo faccia senza
considerare nel calcolo le migliorie imposte dall'Unione Europea. Quelle
dovrebbero comunque farle. Anche i dalminesi hanno diritto a veder
migliorato l'ambiente in cui vivono. O no?
Nelle ultime settimane, però, uno studio del CNR (Consiglio Nazionale delle
Ricerche) dimostra la pericolosità ambientale di queste centrali (definitie
Turbogas) per l'ambiente e la salute umana. Una centrale a ciclo combinato a
gas naturale (turbogas) da 800 Mw, spiega Nicola Armaroli, autore della
ricerca, brucia un miliardo di metri cubi di gas all'anno e produce
parecchie centinaia di tonnellate di polveri fini e ultrafini, le più
pericolose per la nostra salute. Nonostante questo, in nessuno delle decine
di progetti per nuove centrali elettriche che utilizzano questa tecnologia,
inclusi quelli già autorizzati dal Ministero dell'Ambiente, si fa menzione
della produzione di questi pericolosi inquinanti".
Un problema polveri fini e ultrafini, tanto più grave per il fatto che la
legge attualmente in vigore, per determinare il livello d'inquinamento
atmosferico, prende in considerazione soltanto le "polveri" più grossolane, ma non considera le "polveri"
più fini ( PM10, PM5 e PM2), prodotte cospicuamente anche nelle centrali a
Turbo-gas.
Esiste una vasta letteratura, circa gli effetti di queste polveri fini
sull'apparato respiratorio umano.
La ricerca del CNR, pubblicata alcune settimane fa deve essere
immediatamente inserita nel dibattito a proposito della Centrale a Gas di
Dalmine (e smettiamola per favore di chiamarla Centrale a Metano! Il metano
è un gas, uno dei tanti elementi, semplicemente il maggiore, presenti nel
gas che utilizzerà la centrale).
La Regione Lombardia, che dichiarò Dalmine area da risanare ma che poi fece
e fa ben poco per rendere questa esortazione effettiva, tenga conto nel
bilancio ambientale della centrale anche di questi inquinanti, tanto sottili
da essere ancor più pericolosi.
Dalmine, dicevamo, ha già dato. Lasciateci lavorare per diminuire il
traffico, l'inquinamento e le immissioni.
Marcello Saponaro
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