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da L'Eco di Bergamo del 18.10.2003

RETE DI 500 CHILOMETRI PER LE BICI
In un piano provinciale tutti i tracciati che si possono realizzare

La bicicletta non solo come mezzo da passeggio, ma reale alternativa per gli spostamenti quotidiani. E non solo in città e nei grossi centri. Questa la filosofia che ha ispirato l'Amministrazione provinciale nella realizzazione del «Piano di rete dei percorsi ciclabili della Provincia di Bergamo». Una rete di circa 500 chilometri che oggi collega idealmente Lenna con Mozzanica, Casirate con Lovere, Cisano con Sarnico. Collegamenti attualmente poco più che virtuali, ma che un domani, e neanche molto lontano, passando dalla carta alla strada offriranno ai ciclisti percorsi attrezzati e sicuri.

«Con questo piano - afferma Felice Sonzogni, assessore provinciale alle Politiche del territorio - tutta la Bergamasca, per quanto riguarda la bicicletta, sarà messa in relazione in maniera ordinata e coordinata. In questo piano, inoltre, si parla di mobilità in bici non solo sul fronte del cicloturismo, ma, in modo strutturato e organizzato, anche per gli spostamenti casa-lavoro, casa-scuola, casa-servizi. Questo progetto è stato elaborato tenendo conto di una serie di fattori: le esigenze legate alla mobilità nei centri storici, le aree di interesse naturalistico e ambientale, i sistemi delle infrastrutture e della mobilità. La rete di percorsi ciclabili, inoltre, intercetterà i poli di interscambio del sistema ferroviario e tranviario».

La rete è suddivisa in tre livelli: una maglia primaria che collega i grandi poli di attrazione (Bergamo, Dalmine, Ponte San Pietro-Curno, Romano di Lombardia, Seriate e Treviglio), una secondaria che collega centri minori, e una di interesse strettamente locale. Un articolato reticolo di ciclopiste che si svilupperà per 500 chilometri il cui costo per la realizzazione viene stimato in circa 40 milioni di euro.

Il piano, che ha ricevuto ieri il via libera dalla Giunta provinciale e che dovrà passare al vaglio del Consiglio per la definitiva approvazione, una volta entrato in vigore «diventerà punto di riferimento - sottolinea l'assessore Sonzogni - per i Comuni. Le singole realtà se progetteranno piste ciclabili in armonia con il piano potranno accedere agli eventuali finanziamenti previsti dalle leggi nazionali e da quelle regionali. I progetti che sono inseriti in un piano di rete, infatti, acquisiscono priorità nell'assegnazione dei fondi. Priorità che viene data perché si vuole evitare che ciascun Comune lavori per conto proprio senza tener conto del quadro generale di riferimento. In mancanza di un disegno globale si corre il rischio che ogni progetto vada per conto proprio e dove la pista si interrompe perché termina il territorio comunale, si creino situazioni di pericolo per i ciclisti. Tra le finalità del piano, invece, c'è la messa in sicurezza di coloro che viaggiano in bici».

Tuttavia si è ben lontani dal traguardo dei 500 chilometri: «Esistono numerosi percorsi cicloturistici - afferma Felice Sonzogni - ma le piste ciclabili classificate come tali perché dotate di segnaletica indicazioni e protezioni, si sviluppano per 40 chilometri. Altri 60-70 di percorsi cicloturistici potranno aggiungersi se verranno realizzati gli opportuni adeguamenti».

L'approvazione dal parte della giunta Bettoni del piano conclude un cammino cominciato nel 1997 quando la Provincia di Bergamo ha deciso di dotarsi di uno strumento programmatico per orientare e gestire lo sviluppo delle ciclopiste. La Provincia si avvalse della collaborazione dell'Aribi - Associazione per il rilancio della bicicletta - che contribuì con professionisti propri soci ad elaborare materialmente il piano. Il disegno, che era limitato all'area pedemontana e alla pianura, venne approvato nel marzo del 1999. Ma due anni dopo l'Amministrazione provinciale ha deciso il completamento del piano estendendolo alle valli. In questa scelta aveva avuto un ruolo di stimolo l'interesse dimostrato dalle Comunità montane che sul fronte delle ciclopiste stavano compiendo investimenti. Con questo intervento di completamento il piano interessa quasi tutti i comuni della Bergamasca. Dopo l'approvazione del Consiglio la parola passerà ai Comuni.

Mino Carrara

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