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L'Eco di Bergamo 20.12.2003

SI DELL'ANAS ALLA PEDEMONTANA, CANTIERI NEL 2005

Una notizia buona e una cattiva per la viabilità bergamasca: da un lato, infatti, l'Anas ha approvato il progetto preliminare e il piano finanziario della Pedemontana, dall'altro il Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica), nella riunione di ieri, come avevamo anticipato, non ha esaminato il piano degli investimenti di Autostrade spa, quello che contiene anche la quarta corsia della A4. Quindi il via ai cantieri si allontana ancora.

Soffermiamoci sulla buona notizia. Per la Pedemontana si potrebbe dire: «eppur si muove», sia pure dopo trent'anni di discussioni e rinvii. «Dopo il "sì" dell'Anas sono più ottimista rispetto alla primavera scorsa», dice Giuliano Asperti, dal maggio scorso amministratore delegato della società Autostrada Pedemontana Lombarda. E - una volta tanto con l'Anas di mezzo - la tabella di marcia è stata rispettata. «L'ente - riconosce il manager bergamasco - si è comportato in maniera impeccabile».

Ora, infatti, la Regione può avviare il processo di consultazione dei Comuni attraversati dalla futura autostrada, facendo approvare il tracciato secondo le procedure della Legge obiettivo (in base alle quali il parere dei Comuni non è vincolante). È prevedibile che il Pirellone concluda la consultazione entro maggio-giugno per poi trasmettere il proprio parere ai ministeri competenti e alla commissione per la valutazione dell'impatto ambientale. 
Riguardo al tracciato della Pedemontana non mancano punti critici: l'autostrada ha infatti un andamento piuttosto tortuoso e zigzagante: ad est parte da Brembate-Dalmine per attestarsi a Desio; qui si innesta sulla peraltro già trafficata superstrada Milano-Meda; poi riprende il suo cammino da Meda-Lazzate per collegarsi all'autostrada A8 Milano-Varese nei pressi di Busto Arsizio. In più comprende due pezzi staccati: le tangenziali di Como e Varese. È probabile che si arrivi a modifiche per rendere più razionale e più economico il tracciato.

Anche per questi motivi presenta costi imponenti: 3,3 miliardi di euro, metà con contributo pubblico, metà da ricercare in autofinanziamento con il meccanismo del «project financing». Costi esorbitanti, dunque, soprattutto se confrontati con quelli delle altre autostrade in progetto: 45 milioni di euro a chilometro contro i 20 della nuova Tangenziale esterna est di Milano (della cui società, la Tem, Asperti è amministratore delegato) e i 13 della Brebemi. «Non dobbiamo dimenticare - spiega Asperti - che lungo gli 85 chilometri della Pedemontana sono previsti ben 30 chilometri di ponti, gallerie naturali e artificiali. Stiamo ovviamente studiando soluzioni tecniche che consentano alcuni risparmi anche se ciò non muta le dimensioni economiche imponenti dell'opera».

«Il 50% di contributo pubblico - continua Asperti - deriva dal fatto che i misuratori di Tgm, Traffico giornaliero medio, prevedono un'elevata quantità di macchine sul tratto Vimercate-Desio (circa 75 mila), meno invece sugli altri tratti. Per il pezzo "bergamasco" Dalmine-Vimercate il Tgm è sui 25-30 mila, che è un dato importante per il traffico ma meno rilevante dal punto di vista dei ricavi». 

Sarà il Cipe - una volta approvato da ministero, Regione ed enti il progetto preliminare (si presume nell'autunno 2004) - a definire l'entità delle risorse pubbliche a disposizione della Pedemontana. A sua volta, la Società Pedemontana dovrà costruire il project financing dei tratti approvati, portando avanti la progettazione definitiva ed esecutiva. «Se tutto andrà bene e gli enti coinvolti avranno mostrato un adeguato impegno - dice Asperti - si può immaginare l'apertura dei cantieri tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006 nei primi tratti interessati. Poi occorreranno tre anni di lavori». Per il 2009 dunque dovrebbe essere pronto il tratto centrale Vimercate-Desio (costo 1,1 miliardi, di cui 500 milioni di contributo pubblico), con gli altri in corso di esecuzione.

A proposito del pezzo di Pedemontana tra Dalmine-Brembate e Vimercate, c'è chi sostiene che potrebbe essere tranquillamente cancellato dato che attraverso la futura Tangenziale esterna est e l'attuale autostrada A-51 Agrate-Usmate si potrà ugualmente arrivare agevolmente a Vimercate. «Attualmente - risponde Asperti - il tratto bergamasco è considerato comunque rilevante ed è parte integrante del progetto».

Pierluigi Saurgnani 

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