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da L'Eco di Bergamo del 28.01.2004
 
CENTRALE DALMINE, L'ULTIMO Sì TOCCA ALLA PROVINCIA
Dopo il via libera del ministero dell'Ambiente. E il teleriscaldamento servirà edifici pubblici e case

Una ricostruzione grafica del progetto della centrale a turbogas della Tenaris Dalmine: un impianto che assicurerà la produzione di 120 megawatt/ora

DALMINE Dopo gli stop all'acciaieria nella scorsa estate - per colpa dei blackout - e dopo il parere negativo espresso dai Comuni dell'area di Dalmine, è arrivato ieri per Tenaris un «sì» importante.
Il ministero dell'Ambiente ha pubblicato il decreto di compatibilità ambientale con parere positivo - accompagnato da prescrizioni precise - sul progetto di centrale elettrica a turbogas presentato dalla società per soddisfare il fabbisogno energetico dell'azienda.

«Siamo molto soddisfatti - recita un nota dell'ufficio relazioni esterne di Tenaris - perché questo benestare da parte degli organismi ambientali competenti ci conforta sulla bontà del progetto su cui abbiamo investito molta attenzione e molte risorse. Il progetto è valido perché assicura la continuità produttiva dell'azienda, dà un bilancio ambientalmente positivo, include un progetto di teleriscaldamento concreto e reale». Il percorso della proposta di centrale era iniziato nel febbraio del 2002 con l'inizio degli studi da parte della società e la seguente presentazione del progetto, nel novembre dello stesso anno, al Consiglio comunale di Dalmine, alla Regione e alla Provincia di Bergamo: a quasi due anni di distanza arriva per Tenaris il penultimo «ok». 

La parola passa ora alla Provincia che dovrà valutare se concedere l'autorizzazione definitiva al primo progetto di centrale elettrica interna a una realtà industriale bergamasca. La centrale da 120 Megawatt/ora garantirebbe alla Dalmine, nel caso di un sì definitivo, la piena autonomia energetica, visti gli alti consumi dell'acciaieria (che si attestano attorno ai 100 Megawatt/ora). A seguito dell'eventuale autorizzazione provinciale saranno necessari due anni per la realizzazione del nuovo impianto. I 120 Megawatt necessari a Tenaris Dalmine arriveranno da una centrale di tipo «multishaft», cioè a più linee, costituita da due turbine a gas con bruciatori, due generatori di vapore, una turbina a vapore, diverse linee di vapore per il processo di produzione. La superficie totale occupata dal nuovo impianto sarà di 18 mila metri quadrati, dei quali 3.500 coperti, 2.500 di aree verdi, 11 mila tra superfici pavimentate strade, piazzali, parcheggi e altri servizi. 

Il parere ministeriale è arrivato con precise prescrizioni per quanto riguarda la tutela ambientale: su indicazione del ministero dei Beni culturali, durante gli scavi per la realizzazione della centrale, l'azienda dovrà mantenere la massima sorveglianza per il rinvenimento di eventuali reperti archeologici. Le emissioni di ossidi di azoto della centrale non dovranno superare i trenta milligrammi per metro cubo, quelle di monossido di carbonio i trenta grammi per metro cubo. La Tenaris dovrà documentare l'andamento delle emissioni e relazionare costantemente Regione e Provincia, con le quali dovrà essere stipulato un protocollo d'intesa per il monitoraggio delle emissioni. Altre prescrizioni riguardano l'inquinamento acustico e il combustibile utilizzato, che sarà solo gas naturale. Il progetto dovrà essere affiancato da altre due iniziative fondamentali che il ministero accoglie nelle sue prescrizioni: per annullare l'impatto sull'ambiente Tenaris provvederà a mitigazioni su acciaieria e forni di produzione dell'azienda per ridurre le emissioni di ossidi di azoto; la centrale a turbogas sarà inoltre collegata a una centrale di teleriscaldamento, che tramite le emissioni di vapore «scartate» dalla produzione di energia forniranno calore fino a 125 gradi centigradi a disposizione della città di Dalmine (case ed edifici pubblici) e in parte degli stabilimenti.

«Devo esprimere la mia soddisfazione per il fatto che il parere del ministero arriva con delle prescrizioni che accolgono nostre
precedenti richieste - commenta l'assessore all'Ambiente della Provincia, Alessandra Salvi - con la riduzione dell'emissione dei forni dell'azienda dovrebbe esserci un pareggio tra quanto emesso nell'aria attualmente e quanto verrà emesso in seguito a centrale funzionante. Dopo gli atti per la notifica del decreto ministeriale resteremo in attesa dell'istanza della Tenaris».

La centrale a turbogas è passata attraverso tre conferenze di servizi in Regione, l'ultima il 3 dicembre del 2003, alle quali hanno
partecipato i sindaci di Lallio, Filago, Osio Sopra, Levate, Stezzano, Treviolo, Dalmine, tecnici della provincia, dell'Asl di Bergamo e dell'Arpa Lombardia. A seguito dei dubbi espressi dai sindaci, relativi soprattutto alla volontarietà delle mitigazioni proposte dalla Dalmine, il parere del ministero è arrivato a un mese e mezzo di distanza dall'ultimo incontro in Regione. 

La soddisfazione dei dirigenti di Tenaris è evidente, soprattutto alla luce dei numerosi stop subiti durante l'estate scorsa dall'acciaieria, quando, a fronte di alti consumi da parte del sistema elettrico nazionale, la produzione della Dalmine era stata bloccata per 15 volte dal Grtn (Gestore della rete di trasmissione nazionale) con una perdita in produzione per Tenaris di circa tre mila tonnellate di tubi.  «Voglio esprimere la massima soddisfazione - ha dichiarato ieri Filippo Cattaneo, direttore tecnico di Tenaris Dalmine -. L'obiettivo definito sin dall'avvio del progetto è stato quello di ottenere un
bilancio ambientale positivo e per fare questo abbiamo proposto di realizzare, contestualmente alla centrale, la rete di
teleriscaldamento, il cui costo sarà pari a sette milioni di euro interamente sostenuti dalla Dalmine. Effettueremo anche interventi
volontari di riduzione degli ossidi di azoto sui principali forni dello stabilimento e progetteremo spazi verdi al nostro interno.
Tutti questi interventi sono stati valutati positivamente dal ministero dell'Ambiente».
«Il progetto è essenziale per garantire costi stabili dell'energia elettrica che salvaguardino la competitività dello stabilimento - ha aggiunto Francesca Pisa, responsabile relazioni esterne -. La centrale serve ad assicurare la continuità della fornitura di energia, compromessa dalle sempre più frequenti interruzioni e dal rischio di nuovi blackout».

Armando Di Landro

da L'Eco di Bergamo del 28.01.2004

MA IL COMUNE RESTA CONTRARIO
Il sindaco: valuteremo i vincoli all'impianto. Forza Italia ora è favorevole

DALMINE Le forze politiche dalminesi confermano il loro parere negativo sulla centrale che la Tenaris Dalmine vuole realizzare nei propri spazi industriali. Questo nel caso di una definitiva autorizzazione da parte della Provincia di Bergamo, dopo il parere positivo espresso dal ministero dell'Ambiente. 

Già nell'ottobre del 2002 tutto il Consiglio comunale, a maggioranza di centrosinistra con Forza Italia e Lega Nord all'opposizione, si era espresso contro l'ipotesi del nuovo impianto. Dal sindaco
Francesca Bruschi, sostenuta da una coalizione di centrosinistra (Margherita, Ds, Sdi, Comunisti italiani e Dalmine Democratica), arriva una conferma: «Devo ancora vedere il decreto per poter
scendere nel merito delle prescrizioni (le condizioni vincolanti per la realizzazione della centrale, ndr) indicate dal ministero e
valutare se possono essere migliorative rispetto a quanto emerso nelle conferenze di servizi in Regione. Ribadisco però che fino agli incontri in Regione il nostro parere era sfavorevole: non avevamo ritenuto sufficienti le mitigazioni proposte dalla Dalmine sui forni aziendali».

«Il Consiglio ha espresso all'unanimità un parere contrario sulla centrale della Tenaris - spiega Guglielmo Pellegrini della Lega Nord -. Dopo quel "no" il sindaco non ha portato a termine il mandato del Consiglio esprimendo un parere negativo nascosto da mille rivoli tecnici nelle varie conferenze di servizio, ma mai coinvolgendo a
pieno gli altri Comuni per dire un "no" secco».

«Non so come la Lega possa affermare certe cose - replica il sindaco Bruschi - la verità è che in tutte le conferenze di servizi tutti i Comuni coinvolti hanno espresso parere sfavorevole, a parte Stezzano». Al sindaco si affianca tutta la maggioranza. Completamente contrario alla centrale è Renato Daminelli, capogruppo di Dalmine
Democratica: «La Tenaris non è riuscita a "compensare" l'inquinamento che produrrà la centrale e Dalmine deve invece essere risanata. Per questo Dalmine Democratica rimane contraria, convinta di rappresentare la maggioranza dei cittadini. Il presidente della Provincia, Valerio Bettoni, sta inoltre ricevendo in questi giorni decine di e-mail di cittadini che dicono: basta inquinamento a Dalmine! Chiediamo al presidente di rispettare la volontà dei dalminesi». Di parere simile Raffaella Cattaneo, dei Socialisti democratici italiani: «Quella che arriva dal ministero è una notizia che lascia un po' di amaro in bocca, vista l'opposizione fatta in sede locale. Capisco tutti i problemi di produzione della Tenaris, ma assieme a Dalmine Democratica avevamo valutato come insufficienti le
mitigazioni proposte sui forni». «Finché la Dalmine non dimostrerà che c'è una sensibile riduzione dell'inquinamento atmosferico anche con la realizzazione della centrale, noi non possiamo che restare contrari», dichiara Pasquale Poma, dei Democratici di sinistra. 

Fuori dal coro solo Erio Amboni, capogruppo di Forza Italia: «Il progetto di centrale è un'iniziativa che guarda al futuro della realtà industriale che appartiene alla storia di Dalmine e che deve essere vissuta come un'opportunità, non come un problema, dalle istituzioni locali. Sulla centrale avevo espresso in un primo momento parere contrario: non era chiaro quale impatto avrebbe avuto la centrale sull'ambiente, mentre dopo un incontro con esponenti della Dalmine la dimensione e le caratteristiche del progetto mi erano parse positive. Forza Italia apprezza questo sguardo al futuro dell'azienda e voglio sottolineare che il problema venuto alla luce
anche grazie a questa centrale, cioè la scarsità energetica, va oltre i confini di Dalmine e non si può certo superare col campanilismo». 

A. D. L.

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