da L'Eco di Bergamo del
10.01.2004
AREA COMMERCIALE: E' GIA' POLEMICA
Nel Prg ricavati 40 mila metri quadrati lungo la strada per le valli
DALMINE Strada spianata a un nuovo centro commerciale a Dalmine? È un dubbio che diverse forze politiche, di maggioranza e di opposizione, vogliono sciogliere, per scongiurare tale possibilità.
Per il sindaco di centrosinistra Francesca Bruschi, Dalmine non corre un simile rischio. Ma il dibattito sulle osservazioni al nuovo piano regolatore voluto dall'Amministrazione di centrosinistra, si annuncia alquanto delicato: l'area all'incrocio tra l'ex statale 525 e la strada per le valli ha assunto infatti col Piano regolatore generale (Prg) una destinazione produttiva, con possibilità sia commerciali sia ricettivo-alberghiere: buona parte dei terreni oggetto di tale destinazione, in parte ancora proprietà del Comune, appartengono alla
Pibiemme Srl, con sede a Bergamo, che risulta avere tra i suoi soci al 99,5% la
Orofin Spa, rientrante nel gruppo Supermarkets Italiani, del quale fa parte
l'Esselunga. Alla proprietà privata e al cambio di destinazione dell'area in questione - che dal 1975 aveva solamente funzione alberghiera mai decollata - si aggiungono le possibilità di edificazione indicate dal nuovo Prg: 40 mila e 639 metri quadrati di superficie totale lorda dedicata alla vendita, corrispondenti almeno a quelli di un grosso ipermercato.
«Pensare alla possibilità di realizzare un nuovo centro commerciale all'incrocio tra due vie trafficatissime è assurdo, Dalmine non ne ha bisogno - afferma
Marcello Saponaro, presidente del Consiglio comunale, eletto con la lista di maggioranza Dalmine democratica, nata dall'unione di Verdi e Rifondazione comunista - l'impatto ambientale sarebbe del tutto negativo e certamente un brutto colpo per il commercio locale che ha già difficoltà a vivere nel centro di Dalmine. Credo che la maggioranza non potrà ignorare l'osservazione che abbiamo presentato dove chiediamo di definire meglio l'area edificabile, restando nei tremila e 500 metri quadrati, cioè al livello di un market di quartiere».
«Dalmine democratica voti la nostra osservazione - replica Fabio Facchinetti della Lega Nord, all'opposizione - chiediamo che si trasformi tutto in area artigianale, è la soluzione più opportuna. C'è comunque da dire che quell'area non ha mai avuto destinazione commerciale: utilizziamo il beneficio del dubbio su quei terreni che sono diventati "commerciali" di punto in bianco, con ampie possibilità di edificazione».
«Ben venga un'osservazione dall'interno della maggioranza, se serve a farci riflettere su una questione importante - dichiara Ivano
Bugini, capogruppo della Margherita - ma nessuno può pensare che amministriamo per essere spettatori di iniziative private e tutti sanno che dobbiamo procedere alla redazione di un piano per il commercio».
L'assessore Domenico Longaretti e il sindaco Francesca Bruschi vogliono smorzare ogni allarmismo. «I 40 mila e 639 metri quadrati sono in effetti la superficie totale lorda di pavimento possibile - dichiara l'assessore - ma non abbiamo assolutamente in mente di avvallare in quella zona un ipermercato. Le norme tecniche del nuovo piano parlano chiaro ed escludono la media e la grande distribuzione commerciale a Dalmine».
«Non rispondo alle illazioni che si fanno sulle proprietà dell'area - aggiunge il sindaco - chi afferma certe cose se ne assuma le sue responsabilità. Sto guidando un'Amministrazione attenta alle politiche ambientali, al traffico, alla vitalità del centro di Dalmine: bisogna sottolineare, come dato oggettivo, che le norme del nostro Prg escludono la media e la grande distribuzione e che il Comune è ancora in parte proprietario di terreno sull'area in questione. Le proprietà private non ci influenzano nelle scelte di politica urbanistica. La questione sarà meglio definita nelle prossime riunioni di maggioranza e in sede di discussione delle osservazioni, a febbraio».
Dalla Pibiemme srl, sentita sulla vicenda, non arriva nessun commento circa le prospettive future di quei terreni: giunge però la specificazione che la società è un'immobiliare non legata direttamente alle attività commerciali del gruppo
Supermarkets Italiani.
Armando Di Landro
|
|