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Comunicato stampa

Così rinascerà la ex-mensa Dalmine: il progetto della nuova biblioteca comunale


Da mensa a biblioteca, da edificio industriale a luogo di cultura: l'investimento del comune porterà al servizio dei cittadini i 2000mq dell'ala ovest della ex-mensa Dalmine, che si sta trasformando giorno per giorno nella nuova biblioteca civica.
Mentre i lavori sono ormai allo stato avanzato, il progetto di recupero urbano della ex-mensa Dalmine che si affaccia su Piazza Matteotti è stato oggetto di studio anche da parte del Dipartimento di architettura dell'Università di Ferrara, creando grande interesse ed aspettativa per quella che sarà una delle più grandi e moderne biblioteche della provincia di Bergamo. L'edificio, strutturato a piani sfalsati e interamente riportato al suo aspetto originario, sarà in realtà altamente tecnologico e completamente privo di barriere architettoniche: più di 90.000 volumi, emeroteca, videoteca e audioteca, 120 postazioni di lettura, una mediateca con una ventina di postazioni multimediali cablate in fibra ottica, sale di consultazione e uffici di servizi saranno ospitati nel primo lotto dell'edificio di proprietà comunale, che si deputa così a divenire il nuovo polo di riferimento culturale per la Provincia bergamasca. Con l'intenzione dell'amministrazione, per il futuro, di acquisire anche il secondo lotto, per ricostituire la struttura nella sua interezza. 

Un po' di storia

La mensa operai dell'allora Società Anonima Stabilimenti di Dalmine fu progettata dall'architetto milanese Giovanni Greppi negli anni Trenta. Nel 1934, quando Greppi progettò la mensa operai della Dalmine, si ritrovò a dover intervenire sui resti di una antica Casa Dominicale di epoca medievale. Il lato sud-est dell'isolato era invece già stato interamente rifatto, con la creazione di due ampi portali, di cui uno marcato da un ampio frontespizio. Tuttavia, per una questione di comodità, venne ritenuto più opportuno che la mensa avesse l'ingresso rivolto verso la Portineria Operai della fabbrica, in modo non solo da rendere il più breve possibile il percorso tra la mensa e il luogo di lavoro, ma anche per separare percorsi e luoghi di sosta degli operai nel rispetto della gerarchia aziendale. Venne dunque rimosso il portale decorativo e furono sostituite le aperture del primo livello con finestre alte e rettangolari, completamente prive di elementi decorativi. Nell'ala ovest (quella su cui oggi si sta intervenendo) vennero così collocati i tavoli, che occupavano il seminterrato ed il piano rialzato: si servivano mille pasti a turno. 
Dopo circa 60 anni di servizio, la struttura venne abbandonata: dal 1991 restò completamente inutilizzata, finchè il Comune di Dalmine non decise di riqualificarne gli spazi al servizio della collettività, restituendo all'edificio il suo aspetto originale e modernizzandone gli spazi interni per restituirlo ai suoi cittadini. 

Il progetto della nuova biblioteca

Il progetto è nato dall'esigenza di trovare nuovi spazi per la biblioteca civica di Dalmine, ormai costretta in spazi inadeguati rispetto al patrimonio librario e al numero di utenti abituali, in continua crescita anche grazie alla funzione attrativa esercitata dal Polo accademico dell'Università degli Studi di Bergamo. Questi spazi sono stati individuati nell'ex-mensa Dalmine, uniti alla volontà di recuperare la struttura originaria dell'edificio nel quadro di un recupero urbano che ha appena visto il rifacimento di viale Mazzini. 
Dal punto di vista stilistico, dunque, la nuova biblioteca rispetterà il proprio passato mantenendo uno styling anni '30: illuminazione interna tramite lampadari a sfera integrati da luci riflesse nascoste dalla controffittatura, scale in vetro e acciaio che collegano i tre livelli dell'edificio, infissi e pilastrini circolari in acciaio che rispettano l'aspetto originario delle sale. All'esterno, le facciate sono state rifatte. Così, anche la corte interna ha visto la ristrutturazione della fontana e della palladiana sul frontone nord, il ripristino dell'illuminazione e del verde, il rifacimento della pavimentazione e la ricollocazione delle panchine proprio dove erano sorte in origine. 
Ma, accanto al recupero estetico della tradizione, la nuova biblioteca sarà uno spazio moderno, accessibile, confortevole e multifunzionale: l'entrata principale, con accesso da Piazza Matteotti, porterà al primo livello, con la hall d'ingresso e un corridoio in vetro che passerà in mezzo a quella che era l'antica mensa operai. Al suo posto sorgeranno le due sale lettura principali (500 mq in tutto): la sala lettura adulti, localizzata nella porzione nord della sala al piano rialzato, e la sala lettura ragazzi, nella parte sud. Sempre al primo livello, nell'ala nord si troverà una parte dell'emeroteca (che proseguirà al livello superiore da cui si accede per mezzo di una scala), mentre al seminterrato, la nuovissima mediateca dotata di una ventina di postazioni pc multimediali con cablaggio a fibra ottica. Dai sei soppalchi sono state ricavate altrettante salette studio nell'ala nord, mentre l'ampio sottotetto del terzo livello ospiterà gli uffici, una sala riunioni ed il personale bibliotecario, collegato direttamente con il Comune. Oltre alle rampe di scale che collegano tra loro le varie sezioni della biblioteca, due ascensori collegano ogni piano dell'edificio garantendo l'accesso a ogni sala anche da parte dei disabili. Pensando proprio a questi ultimi, sono stati costruiti anche i servizi igienici, tutti privi di barriere architettoniche, con un occhio di riguardo particolare anche per l'arredamento, mentre sono stati interamente rifatti la controsoffittatura, gli impianti di riscaldamento e di illuminazione. 

Prime stime

Secondo le stime dei tecnici, la nuova biblioteca dovrebbe divenire pienamente operativa nella primavera del 2004: i lavori procedono secondo la tempistica preventivata e le opere più imponenti sono ormai state realizzate. Resta ancora da decidere a chi intitolare la nuova biblioteca.

Parola al Sindaco

"La nuova biblioteca rappresenta il tentativo di un recupero urbano alla ricerca del connubio armonico tra passato e futuro, tra tradizione e modernità - ha dichiarato il Sindaco di Dalmine, Francesca Bruschi - Mantenendo uno sguardo al futuro, la nuova ubicazione di questo nuovo polo culturale permetterà l'acquisizione dell'ala est, per riportare in vita l'edificio nella sua interezza, mentre i locali dismessi potranno essere utilizzati per creare nuove strutture di accoglienza sociale al servizio della comunità". 
"Quanto fatto sin'ora per la biblioteca - prosegue il Primo cittadino - rappresenta un primo, grande passo verso gli spazi urbani da parte dei cittadini di Dalmine. L'opera di recupero urbano intrapresa vuole essere non solo un servizio per la comunità ma anche un segno forte da parte dell'amministrazione per far sì che Dalmine continui ad essere un centro vivo, con un'identità fatta di valori e di tradizioni, ma sempre più orientata verso un futuro di sviluppo non solo industriale, ma anche e soprattutto umano e sociale". 


Dalmine, 10 febbraio 2004

UFFICIO STAMPA

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