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da Villaggio
Globale del 29.04.2004
Sarà il sindaco garante dei controlli sul territorio
Nel comune di Dalmine niente Ogm
«Se l'agricoltura transgenica venisse introdotta in Italia e in Europa, stravolgerebbe la struttura agricola della media impresa, costringendo gli agricoltori a diventare dei ''salariati'' delle grandi multinazionali che detengono i brevetti OGM»
Il Consiglio Comunale di Dal mine (Bg) ha approvato, nell'ultima seduta del Consiglio, una mozione contro l'utilizzo degli Organismi Genticamente Modificati (OGM) in agricoltura.
La mozione, proposta dalla Coldiretti di Bergamo, nel dichiarare il Comune di Dalmine «territorio libero da OGM» impone al Sindaco di impegnarsi per la tutela dei consumatori, seguendo il principio di precauzione, a mettere in atto, nell'ambito delle competenze comunali, un controllo di qualità degli alimenti agricolo-forestali e di allevamento prodotti sul territorio, ad avviare una seria campagna informativa sugli alimenti biologici e di
qualità, sull'importanza di una sana ed equilibrata alimentazione, sui rischi connessi al consumo di alimenti OGM ed alla loro diffusione nell'ambiente, ad informare i produttori sui rischi dell'utilizzo di sementi OGM e sugli attuali obblighi di etichettatura.
La mozione approvata prevede inoltre che il Sindaco si impegni nei confronti delle altre istituzioni (Provincia, Regione, Consiglio dei Ministri e Unione Europea) affinché attuino un maggiore controllo sulle sementi commercializzate e sulla possibile contaminazione da Ogm, valorizzando invece prodotti naturali, locali e di qualità. Una specifica clausola impone il non utilizzo di alimenti OGM nelle gare d'appalto di ogni mensa pubblica e/o scolastica.
Le motivazioni che hanno portato alla delibera partono dalla convinzione che se l'agricoltura transgenica venisse introdotta in Italia e in Europa, stravolgerebbe la struttura agricola della media impresa (in Italia la media è di 7 ettari di terreno agricolo per ogni impresa agricola), costringendo gli agricoltori a diventare dei "salariati" delle grandi multinazionali che detengono i brevetti OGM.
«Gli OGM - ha dichiarato il presidente del Consiglio comunale Marcello Saponaro - devono sottostare al principio di precauzione e per esserlo devono esserne esaminati gli effetti sul medio e lungo periodo da organismi
indipendenti. Oggi avviene il contrario invece, dato che i controllati, le multinazionali del biotech, sono anche i controllori. I possibili rischi di nuove allergie, di resistenza agli antibiotici, di inquinamento transgenico, di riduzione della biodiversità - ha detto ancora il Presidente del Consiglio Comunale - sono stati riscontrati da
numerose ricerche scientifiche indipendenti. Tutelare i consumatori, gli agricoltori e l'agricoltura di qualità significa oggi impedire la diffusione del transgenico nei nostri campi e nei nostri piatti».
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