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da L'Eco di Bergamo 23/4/2004
Parco del Brembo Un patto tra sette Comuni
Se ne discuteva da anni, tanto che il Parco del Brembo era più nell'immaginario collettivo che non sulla carta come area ufficialmente
riconosciuta dai Comuni e dalla Provincia di Bergamo. Ma proprio negli
ultimi mesi sette Comuni (Dalmine, Osio Sopra, Osio Sotto, Boltiere, Bonate Sotto, Filago e Madone) hanno dato l'ok alla nascita del Plis
(Parco locale di interesse sovracomunale) del basso corso del fiume
Brembo: da ultimo Dalmine, dove il Consiglio comunale ha approvato il parco all'unanimità, tramite una convenzione di tre anni con gli altri enti
locali.
L'accordo definisce il nuovo Plis come «oasi» naturale da riportare ai
suoi tratti originari e da tramutare in scudo di fronte all'alta densità
abitativa e industriale della zona a est e ovest del basso corso del fiume. Dettagliato il piano triennale di interventi allegato alla
convenzione redatto dai sette Comuni con la consulenza del Centro
studi del territorio dell'Università di Bergamo, che prevede una spesa
complessiva per gli enti locali di 407 mila euro. Iniziative previste sono
l'installazione di cartellonistica e bacheche illustrative per la fruibilità
dell'area, l'apertura di porte informative all'ingresso nel Plis in ogni
territorio comunale, il recupero di stradine e sentieri e l'aumento della
piantumazione, l'acquisto di nuove aree per estendere la superficie pubblica del Plis.
I 407 mila euro di spese saranno suddivisi tra i comuni al 70 per cento
in base al numero di abitanti, al 30 per cento in proporzione alla superficie di parco rientrante nei singoli territori comunali. Comune più
popolato è Dalmine con 21 mila e cinquecento abitanti. L'ente che però
ha la percentuale più alta di territorio inserita nel nuovo parco è Bonate
Sotto con il 24,46 per cento di territorio. Per quanto riguarda i progetti
concreti da promuovere sarà il centro Cerca (Educazione e ricerca
ambientale) di Marne a diventare primo sportello informativo del Plis.
La Lega Nord di Dalmine ha sollevato qualche critica in Consiglio comunale: «Non possiamo che essere a favore - ha detto
Franco Colleoni, che siede tra i banchi dell'opposizione dalminese -. Ma
prendiamo atto che in 5 anni il risultato dell'Amministrazione è di 5
paginette scritte, solo una dichiarazione d'intenti». «È una decisione
storica per Dalmine - ha dichiarato invece l'assessore all'Ambiente Giuliana
Provenzi, di Dalmine democratica -. Da decenni a Dalmine si parla soltanto di Parco ma non si è fatto mai nulla per realizzarlo».
Sono i primi passi del parco del Brembo che negli anni ha però subito
una deturpazione del territorio: «Quando il Parco sarà finalmente vivibile e controllato, sarà anche più facile mantenerlo pulito e tutelarlo»
ha affermato Provenzi.
«Finalmente il parco non è più solo un vincolo
sulla carta - ha aggiunto il presidente del Consiglio comunale Marcello
Saponaro -. La dimensione sovracomunale è indispensabile per dare
soluzione al problema maggiore del corso del Brembo: la mancanza d'acqua, che andrà affrontata da una grande alleanza tra le istituzioni».
Armando Di Landro
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